Falsi preventivi DentalPro su WhatsApp: come funziona la truffa e come difendersi

Negli ultimi giorni è circolato un nuovo tentativo di truffa su WhatsApp che sfrutta in modo improprio il nome di DentalPro per rendere più credibili richieste urgenti di denaro. L’allarme è arrivato dalla stessa azienda con una comunicazione pubblicata il 19 marzo 2026, nella quale spiega che stanno circolando falsi preventivi per cure dentali inviati tramite messaggi WhatsApp e accompagnati da richieste di bonifico bancario.
La dinamica, secondo quanto riportato da DentalPro, parte spesso dal furto di un account WhatsApp. Una volta compromesso il profilo di una persona, i truffatori scrivono ai suoi contatti in rubrica inviando richieste di pagamento che sembrano plausibili perché arrivano da un nome conosciuto e usano il marchio di un’azienda reale. DentalPro collega questo schema anche alla già nota truffa del “voto alla ballerina”, segnalata dalla Polizia di Stato, in cui un link apparentemente innocuo viene usato per sottrarre il controllo dell’account.
Perché questa truffa è così convincente
Questo raggiro funziona perché mette insieme tre elementi molto potenti: fiducia, urgenza e apparenza di ufficialità. La fiducia nasce dal fatto che il messaggio può arrivare da un contatto reale della nostra rubrica. L’urgenza viene costruita con la richiesta immediata di un pagamento. L’apparenza di ufficialità, invece, è data dall’uso del marchio DentalPro e da documenti che imitano un vero preventivo sanitario. È proprio questa combinazione che può spingere una persona a non verificare con calma prima di agire.
Per molte famiglie il pericolo è ancora maggiore perché le spese mediche sono un tema credibile, delicato e spesso urgente. Chi ha avuto di recente contatti con uno studio dentistico, o ha un familiare che sta seguendo cure odontoiatriche, può essere portato a pensare che quella richiesta sia autentica. È questo l’aspetto più insidioso: la truffa non si presenta come qualcosa di assurdo, ma come una situazione perfettamente possibile.
I segnali per riconoscere i falsi preventivi
DentalPro ha indicato alcuni elementi molto chiari per distinguere i documenti falsi da quelli autentici. Il primo è che i preventivi truffaldini risultano intestati a dottori fittizi e non alla società, mentre quelli ufficiali fanno riferimento al gruppo. Il secondo è che il bonifico viene richiesto verso un IBAN intestato a una persona fisica, non al Gruppo DentalPro o alle sue società controllate. Il terzo è che nei documenti compaiono dati societari non corretti.
Un altro dettaglio importante riguarda i canali ufficiali. Sul sito DentalPro il numero verde indicato per informazioni e verifiche è 800.326.326, associato a DP Group S.p.A., con sede legale in via Montecuccoli 32, Milano. Se un messaggio riporta dati diversi, o chiede di effettuare un pagamento rapido senza passare dai canali ufficiali, bisogna fermarsi subito e verificare.
Cosa fare se ricevi un messaggio sospetto
La prima regola è semplice: non pagare e non cliccare su eventuali link contenuti nel messaggio. Bisogna poi contattare la persona che ci ha scritto usando un altro canale, ad esempio una telefonata normale, per capire se il suo account sia stato violato. La Polizia di Stato, nei suoi avvisi sulle truffe WhatsApp, raccomanda proprio di diffidare dei link sospetti e di verificare sempre l’autenticità del messaggio prima di fare qualsiasi operazione.
Subito dopo conviene raccogliere tutte le prove: screenshot del messaggio, nome del mittente, eventuale IBAN, documento allegato e orario della conversazione. DentalPro invita espressamente a segnalare questi casi e a rivolgersi alla Polizia Postale, oltre a verificare eventuali dubbi tramite il proprio servizio clienti. La società ha comunicato di aver già presentato denuncia alle autorità competenti.
Se ti hanno rubato l’account WhatsApp
Quando un account WhatsApp viene compromesso, il problema non è solo personale: il rischio si estende subito a familiari, amici e colleghi. Per questo, se si sospetta un furto dell’account, bisogna avvisare immediatamente i propri contatti e tentare il recupero del profilo. Secondo il Centro assistenza ufficiale di WhatsApp, per riprendere possesso dell’account bisogna registrare di nuovo il proprio numero e inserire il codice di verifica a 6 cifre ricevuto via SMS. Se chi ha sottratto l’account ha attivato la verifica in due passaggi con un nuovo PIN, in alcuni casi può essere necessario attendere fino a 7 giorni per riottenere pieno accesso.
WhatsApp spiega anche che, se ricevi un codice di verifica senza averlo richiesto, è possibile che qualcuno stia cercando di registrare il tuo numero sul proprio dispositivo. In questi casi il consiglio fondamentale è di non condividere mai quel codice con nessuno. Lo stesso vale per il PIN della verifica in due passaggi.
La prevenzione più efficace: poche regole, ma chiare
La protezione migliore resta la prevenzione. WhatsApp consiglia di attivare la verifica in due passaggi e di associare un indirizzo email all’account, così da aumentare la sicurezza in caso di tentativi di accesso fraudolenti. Questa funzione, spiega la piattaforma, aggiunge un ulteriore livello di protezione oltre al semplice SMS di conferma.
In famiglia, però, la sicurezza tecnica da sola non basta. Serve anche una piccola educazione quotidiana al dubbio: fermarsi davanti a richieste urgenti di denaro, non fidarsi solo del nome del contatto, controllare con calma IBAN e intestazioni, e abituarsi a verificare sempre con una chiamata diretta. È una regola utile per tutti, ma soprattutto per i genitori che vogliono proteggere anche i figli adolescenti e i parenti più anziani, spesso più esposti alla pressione emotiva dei messaggi truffaldini.
Un messaggio importante per genitori e famiglie
Questa vicenda dimostra ancora una volta che le truffe digitali non puntano solo sulla tecnologia, ma soprattutto sulle emozioni: fretta, preoccupazione, fiducia, senso di aiuto verso una persona conosciuta. Per questo parlarne in casa è fondamentale. Sapere che esistono questi schemi permette di riconoscerli prima che sia troppo tardi.
Quando arriva un messaggio che chiede soldi “subito”, la risposta giusta è quasi sempre la stessa: fermarsi, verificare, non pagare. Ed è proprio questa piccola pausa, oggi, una delle competenze digitali più importanti da insegnare.