WhatsApp, truffa del codice a 6 cifre: come funziona e come difendersi

Le prime tracce della truffa delle 6 cifre che colpisce gli utenti WhatsApp risalgono al 2020 e, in ordine cronologico, l’ultima impennata è stata osservata tra aprile e maggio del 2025.
In questi giorni sta prendendo di nuovo piede e ciò significa che non bisogna mai abbassare la guardia e che occorre tutelare i propri dati personali.
WhatsApp, forte di oltre 3 miliardi di utenti, è la piattaforma di messaggistica istantanea più usata al mondo e stuzzica gli appetiti dei criminali.
Tuttavia, proteggere il proprio account non è complicato, è sufficiente muoversi con cautela.
La truffa del codice a 6 cifre su WhatsApp
Uno dei nostri contatti scrive un messaggio che, di norma, è molto simile a questo: “Ciao. Ti ho inviato un codice per sbaglio, me lo rimandi?” e, nel giro di pochi secondi, riceviamo un codice a 6 cifre via sms.
Il codice ricevuto è quello dell’autenticazione a due fattori, un controllo supplementare per la salvaguardia dell’account.
Il contatto che ci ha mandato quel messaggio è a sua volta caduto nella trappola e a scriverlo non è lui, ma il cyber criminale che si è impossessato del suo profilo.
Un’azione di ingegneria sociale al cui proposito, già all’inizio del 2021, la Polizia postale aveva lanciato un allarme.
Comunicando questo codice, il truffatore riesce a prendere il pieno controllo dell’account WhatsApp escludendo così il legittimo proprietario.
Cosa succede se la truffa va a buon fine
Prendendo il controllo del profilo, i criminali hanno pieno accesso ai contatti della vittima e possono quindi propagare il raggio della medesima truffa, inviando anche link a malware o a pagine web costruite apposta per rubare i dati personali degli utenti.
Non è da escludere che il truffatore possa avviare la procedura per cambiare il numero di telefono associato all’autenticazione a due fattori e sequestrare il profilo a tempo indeterminato, chiedendo poi al legittimo proprietario il pagamento di un riscatto.
Come non cadere nel tranello
La risposta breve è: non fare nulla. Mai rispondere a simili richieste avanzate dai nostri contatti. Sono richieste prive di senso (perché un contatto avrebbe mandato a noi un codice per sbaglio? A cosa serve questo codice?) e, ancora prima, quando si usano applicazioni o servizi web, vige sempre la regola secondo la quale le informazioni personali non vanno mai condivise.
È sempre possibile (e auspicabile) attivare la verifica in due passaggi che richiede l’inserimento di un PIN personale quando si effettua la registrazione del proprio numero di telefono. Per farlo si va nel menù Impostazioni / Account / Verifica in due passaggi / Modifica PIN.
Allo stesso modo, è utile attivare le notifiche di sicurezza agendo mediante il menù Impostazioni / Account / Notifiche di sicurezza. WhatsApp cifra ogni chat con delle chiavi crittografiche uniche per assicurare la sicurezza dei messaggi. Se queste chiavi cambiano, per esempio perché un truffatore sta usando il nostro numero di telefono per registrarlo su un altro dispositivo, WhatsApp ci avverte con una notifica.
Cosa fare dopo il furto del profilo mediante la truffa del codice a 6 cifre
Chi è rimasto vittima della truffa può tentare di recuperare il controllo del profilo accedendovi nuovamente, inserendo il proprio numero di telefono e sperando che il criminale non abbia già associato l’account a un altro numero.
In alternativa si può optare per la disattivazione dell’account, avvertendo il più ampio numero di contatti dell’accaduto, affinché non cadano nel medesimo tranello.
La Polizia postale andrebbe sollecitata, usando l’apposita pagina per le segnalazioni online.
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