Intelligenza artificiale e frodi bancarie: come difenderci

Negli ultimi anni la criminalità finanziaria ha subito una trasformazione profonda. Non si tratta più di semplici email sospette o telefonate improvvisate: oggi le frodi sono intelligenti, adattive e quasi invisibili. A renderle così efficaci è proprio l’intelligenza artificiale, la stessa tecnologia che dovrebbe proteggerci.

Secondo i dati europei, nel 2024 le frodi sui mezzi di pagamento hanno raggiunto quasi 1,2 miliardi di euro, con una crescita costante e sempre più difficile da contenere. In Italia, le truffe digitali sono aumentate del 58% in soli due anni, arrivando a sottrarre centinaia di milioni di euro ai correntisti.

In questo scenario, la domanda è inevitabile: come possiamo difenderci da criminali che usano strumenti sempre più sofisticati?

Nuove regole europee: un passo avanti, ma non basta

Dal 9 ottobre 2025 l’Unione Europea ha introdotto un’importante novità: la Verification of Payee (VoP), un controllo automatico che verifica la corrispondenza tra nome e IBAN nei bonifici istantanei. L’obiettivo è ridurre errori e frodi, ma gli esperti avvertono: è solo un primo passo.

Come spiega Anna Ongaro, Country Manager di Sis ID, “le frodi si evolvono più velocemente delle regole”. I criminali, infatti, utilizzano la stessa IA che dovrebbe proteggerci, sfruttandola per creare truffe sempre più credibili.

Deepfake, phishing mirato e IBAN falsificati: l’IA come arma dei truffatori

L’intelligenza artificiale generativa ha reso possibile ciò che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza:

  • deepfake vocali che imitano perfettamente la voce di dirigenti o familiari;
  • phishing iper‑realistico, con email e messaggi indistinguibili da quelli autentici;
  • falsificazione di IBAN e documenti generati automaticamente;
  • attacchi automatizzati tramite chatbot malevoli.

Secondo una ricerca di Boston Consulting Group, solo una banca su quattro si sente davvero pronta a integrare in modo sicuro i modelli generativi nei propri sistemi di protezione. Il problema non è più adottare l’IA, ma governarla.

L’IA come scudo: come le banche stanno reagendo

Nonostante le difficoltà, l’intelligenza artificiale resta uno strumento fondamentale per la sicurezza. Oggi quasi nove istituti finanziari su dieci utilizzano sistemi basati su IA per individuare anomalie e comportamenti sospetti.

Le tecnologie più diffuse includono:

  • analisi comportamentale in tempo reale;
  • sistemi predittivi antifrode;
  • autenticazione biometrica;
  • monitoraggio continuo delle transazioni.

Il mercato dell’IA nel settore bancario, infatti, vale già 34,58 miliardi di dollari nel 2025 e crescerà rapidamente nei prossimi anni.

Apprendimento federato: collaborare senza condividere i dati

Una delle innovazioni più promettenti è il federated learning, o apprendimento federato. Questa tecnologia permette a banche, fintech e imprese di allenare modelli di IA senza scambiarsi dati sensibili.

Come funziona?

  1. Ogni attore allena il proprio modello localmente.
  2. Condivide solo i parametri aggiornati, non i dati.
  3. Si costruisce un modello globale più robusto e rispettoso del GDPR.

Il risultato? Una precisione del rilevamento delle frodi superiore del 20% e una cooperazione antifrode di nuova generazione.

Il triangolo di fiducia: imprese, banche e autorità

Per funzionare davvero, la lotta alle frodi deve poggiare su un triangolo di fiducia:

  • le imprese, prime sentinelle sul campo;
  • le banche, custodi dei flussi finanziari;
  • le autorità pubbliche, garanti della trasparenza.

In Europa questo triangolo è sostenuto da tre pilastri normativi:

  • GDPR, per la protezione dei dati;
  • DORA, per la resilienza digitale;
  • AI Act, che impone un uso etico e tracciabile dell’IA.

La Francia, con il suo sistema VoP già operativo, è un esempio concreto di come innovazione e regolamentazione possano lavorare insieme.

L’obiettivo finale è creare una rete europea di segnalazione automatizzata, una piattaforma condivisa che colleghi in tempo reale i segnali di frode rilevati nei vari Paesi.

Verso una difesa collettiva

La criminalità finanziaria è diventata globale, intelligente e invisibile. Per questo, come ricorda Ongaro, “solo una risposta collettiva e intelligente potrà preservare la fiducia, la risorsa invisibile su cui si regge ogni economia”.

L’intelligenza artificiale può essere un’arma a doppio taglio: tutto dipende da come la utilizziamo. La sfida dei prossimi anni sarà trasformarla da minaccia a alleata comune, mettendo insieme competenze, tecnologie e regole condivise.

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