Cyberbullismo, alla scuola servono strumenti e risorse adeguate

La Scuola chiede più strumenti e risorse per rispondere all’aumento del casi di bullismo e cyberbullismo. «Dall’inizio dell’anno il dibattito sul ruolo educativo del sistema scolastico è alimentato da diversi casi di cronaca, seguiti dagli appelli delle istituzioni e della politica per misure più severe nei confronti dei bulli, mentre i genitori protestano per la mancanza di percorsi di tutela e formazione al rispetto tra pari». Così il segretario generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi, ha aperto il primo corso accreditato rivolto a insegnanti e personale scolastico dell’Ente dedicato a Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Europa. In mezzo la scuola, tra l’incudine e il martello di una narrazione che vede insegnanti e personale scolastico come responsabili delle condotte degli studenti, anche in ambito digitale.
Una situazione complessa, che Fondazione Carolina monitora tutti i giorni in ogni luogo abitato dai ragazzi, in primis la scuola. A disposizione di docenti, personale ATA e tutte le professioni con obbligo ECM, tre giornate alla presenza di esperti che operano direttamente sul campo, a fronte dei casi di violenza online e disagio giovanile, sempre più legato all’uso distorto e inconsapevole degli strumenti digitali.
«L’obiettivo è quello di superare i luoghi comuni che inquinano e rallentano la costruzione di quel nuovo patto educativo che la comunità educante auspica da troppi anni», continua Ivano Zoppi. «Nessuno nasce bullo, ma tutti abbiamo la responsabilità della direzione che i nostri ragazzi scelgono di prendere ogni giorno. Informazione e prevenzione non bastano più ad intersecare la corsa dell’evoluzione tecnologica». Il Segretario di Fondazione Carolina ribadisce l’esigenza d’investire su nuovi strumenti a servizio della scuola, capaci di passare dalla mera teoria alla prassi.
«Strumenti non solo tecnici o normativi, ma soprattutto emotivi, metodologici ed educativi, in grado di cambiare marcia ad una formazione ancora ferma alle definizioni dei fenomeni – aggiunge Ivano Zoppi – e a categorie superate come quella della vittima e del carnefice mentre, soprattutto sul web, i ragazzi rivestono spesso entrambi i ruoli».. Un percorso iniziato il 14 marzo nella sede milanese di Fondazione Carolina, per condividere con gli addetti ai lavori dati empirici, storie, strumenti e soprattutto risorse a servizio di chi vive e condivide con le nuove generazioni buona parte della giornata.
Parola chiave: Consapevolezza
- Quali sono i principali rischi legati all’uso inconsapevole di internet?
- Come riconoscere tempestivamente i segnali di bullismo e cyberbullismo?
- Quali sono le conseguenze civili e penali conseguenti ad un atto di bullismo e cyberbullismo?
Per rispondere a questi e ad altri quesiti, il corso tocca tutti gli aspetti educativi, psicologici, sociologici, giuridici e tecnici che caratterizzano la straordinaria esperienza del REscue TEam di Fondazione Carolina. Un Pronto Intervento Cyber che oggi conta su tre equipe multidisciplinari dislocate sul territorio nazionale, garantendo ai corsisti un patrimonio anche in termini di know how. Negli ultimi due anni scolastici Fondazione Carolina ha gestito 274 casi legati a fenomeni e alle condotte digitali che mettono a rischio i minori: dal cyberbullismo al sexting, dalle challenge estreme all’adescamento online, fino alle conseguenze di una sempre più diffusa dipendenza da smartphone e social.
Un panorama di competenze che si traduce sul piano didattico con supporti pratici e mirati a riconoscere tempestivamente i segnali di disagio.
Il valore aggiunto di Netguardian
L’Intelligenza artificiale a servizio della legalità e della serenità del gruppo classe. Lo strumento elaborato dal Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia, Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova, sulla base dell’esperienza a servizio delle scuole di Fondazione Carolina, misura scientificamente l’esposizione al rischio di violenza online nelle chat di classe. «Abbiamo costruito, inventato, prodotto tecnologia, ma senza accompagnare gli strumenti per governare gli scenari digitali. La scarsa capacità di valutare le produzioni di testo online – riporta il professore Gian Piero Turchi, responsabile scientifico del progetto – porta gli studenti a sottostimare le situazioni in cui si possono trovare quando utilizzano le piattaforme social». Il valore aggiunto di questa App rivoluzionaria, a disposizione di tutte le scuole, è proprio quello di analizzare le chat in tempo reale, intercettando i casi prima che impattino sui ragazzi, individuando il problema senza che sia lo studente a esporsi o denunciare l’accaduto.
Milano sold out
Come garantire agli studenti un ambiente scolastico e digitale sano e positivo?
Nel mese di marzo (14-21-28 marzo) Fondazione Carolina ha organizzato un corso completo e approfondito rivolto a docenti di vario ordine e grado, personale ATA, di supporto educativo e a tutte le professioni con obbligo ECM. Ai partecipanti della sessione milanese, che ha raggiunto il limite delle iscrizioni previste, saranno riconosciuti 25,2 crediti formativi.
Palermo, due corsi a maggio
Iscrizioni aperte per i corsi organizzati in Sicilia. Appuntamento a Palermo con due sessioni formative: 9-10 maggio e 16-17 maggio. I corsi, acquistabili con carta docente, sono accreditato ai sensi della Direttiva Ministeriale 170/2016 e presente nella piattaforma S.O.F.I.A.
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