Cyberbullismo, a scuola arriva la realtà virtuale

Realtà virtuale contro il cyberbullismo a scuola. E formazione di operatori sanitari, insegnanti e genitori per identificare comportamenti problematici. Sono gli obiettivi del progetto pilota Educatamente 2.0, coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1 insieme al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità e al Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma.
Il progetto è stato presentato oggi in occasione della Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo del 7 febbraio. E durante il convegno di lancio, un video realizzato dall’ISS in collaborazione con l’Associazione “Paolo Ettorre – Socially Correct” ha sottolineato che insulti e offese non sono solo parole. Colpiscono e feriscono come un’arma da fuoco e vanno fermati.
Comprendere il vissuto della vittima
Il progetto pilota vuole dunque contrastare il cyberbullismo con un’azione ampia che riguarda l’intero ecosistema che ruota intorno al minore. Prevede la formazione a distanza di operatori sanitari, insegnanti e genitori per identificare i comportamenti problematici, lavorando sia con la vittima che con l’autore dell’atto di bullismo.
Il progetto porterà la realtà virtuale nelle scuole. Dal prossimo anno scolastico, sono infatti previsti interventi in alcune scuole secondarie del distretto della Asl Roma 1 dove con l’ausilio dei visori i ragazzi verranno proiettati in maniera diretta e immediata in scenari realmente accaduti, ricostruiti attraverso il supporto della Polizia Postale. Ci saranno inoltre interventi selettivi verso ragazzi e giovani adulti già segnalati o denunciati per cyberbullismo.
“La realtà virtuale – spiega Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma – rappresenta uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di educazione perché consente di lavorare sull’esperienza, e non solo sulla conoscenza. Attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto della vittima di violenza online, rendendo percepibili le conseguenze emotive e relazionali delle condotte digitali. In questo modo, l’attenzione si sposta dal comportamento in sé alla persona che lo subisce, promuovendo nei giovani una maggiore consapevolezza, responsabilità e capacità di riconoscere i possibili rischi online”.
“La sperimentazione di episodi di cyberbullismo in un ambiente controllato – rileva la dottoressa Emanuela Mari, del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma – permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi in modo guidato con situazioni ad alto impatto emotivo, trasformando l’esperienza in un’occasione di riflessione e confronto. Il dibattito successivo, condotto dagli operatori del progetto, favorisce una maggiore consapevolezza delle dinamiche relazionali online e delle conseguenze delle condotte agite, rappresentando un passaggio fondamentale anche in ottica preventiva rispetto alla violenza verbale e ad altre forme di discriminazione sul web”.
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