Deepfake, Garante Privacy chiede il blocco rapido delle piattaforme

Il Garante Privacy chiede più poteri di intervento contro i deepfake e il blocco rapido alle piattaforme che li generano. Sollecita maggiori poteri di azione, che privilegino la rapidità, contro il ricorso a quei servizi basati sull’intelligenza artificiale che creano contenuti a partire da immagini o voci reali e arrivano a “spogliare” le persone senza il loro consenso.

I deefake sessuali sono al centro da tempo del dibattito pubblico sull’uso distorto dell’AI per creare contenuti che violano i diritti delle persone. E il Garante Privacy ha ribadito che l’uso di questi servizi può determinare “oltre a possibili fattispecie di reato, gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte, con tutte le conseguenze, anche sanzionatorie, previste dalla normativa europea in materia di protezione dei dati personali”.

Avvertimento contro l’AI

Già a gennaio di quest’anno l’Autorità ha adottato un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale, come Grok, ChatGPT e Clothoff – quest’ultima piattaforma già destinataria di un provvedimento di blocco nell’ottobre 2025 – e altri servizi analoghi disponibili online, che permettono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando a “spogliare” le persone senza il loro consenso.

Questi servizi violano i diritti delle persone e possono dare vita a reati. Il ricorso a video, immagini e audio manipolati, aveva già spiegato il Garante, “può privare le persone della propria “autodeterminazione informativa” (“ciò che voglio far sapere di me lo decido io”), e incidere sulla loro libertà decisionale (“quello che penso e faccio è una scelta su cui gli altri non possono interferire”)”.

Il caso più recente, che si è imposto all’attenzione dei media, è quello dell’immagine deepfake della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in lingerie, diffusa dalla stessa Meloni per denunciare il rischio delle false foto generate con l’AI. “I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no”, ha scritto Meloni su X nei giorni scorsi.

A livello europeo, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto l’accordo per il divieto delle app di nudificazione basate sull’intelligenza artificiale.

Bloccare subito la catena delle condivisioni

Il Garante Privacy, con una nota di ieri, ha dunque lanciato un nuovo avvertimento sui pericolo dei deefake e sull’esigenza di intervenire subito, con il blocco a questi servizi.

L’Autorità “ribadisce la necessità di poter intervenire per interdire il collegamento dall’Italia a tali piattaforme di servizi – ha scritto il Garante – Un potere di questo tipo permetterebbe di bloccare con tempestività la “catena virale” delle condivisioni e la diffusione incontrollata di dati e materiali dannosi”.

L’Autorità ricorda inoltre che “la rapidità dell’intervento è fondamentale quando sono in gioco diritti fondamentali, come la protezione dei dati personali: una violazione in questo ambito può provocare danni gravi e spesso irreversibili”. Quando un deepfake comincia a girare online e sui social, fermarlo è difficilissimo. E i danni possono diventare irreparabili.

Autore del post: Sabrina Bergamini Fonte: https://www.helpconsumatori.it/feed/ Continua la lettura su: https://www.helpconsumatori.it/tech/intelligenza-artificiale/deepfake-garante-privacy-chiede-il-blocco-rapido-delle-piattaforme/

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